Corti Circuiti - 6 Cortometraggi sulla Valle del Cadore
Il progetto Corti Circuiti ha dato vita a 6 cortometraggi originali, opere che rappresentano il culmine di un’esperienza formativa intensiva e immersiva.
Questi lavori non sono solo prodotti finiti, ma la prova tangibile di un percorso di professionalizzazione che ha visto giovani artisti emergenti trasformarsi in professionisti della scena cinematografica, documentaristica e multimediale.
I cortometraggi realizzati sono il risultato di una metodologia didattica che ha permesso ai partecipanti di:
- Padroneggiare l’intera filiera: dalla fase embrionale dell’ideazione e scrittura alla realizzazione tecnica, fino alla post-produzione e alle strategie di distribuzione.
- Sperimentare l’innovazione: integrare linguaggi d’avanguardia e tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, la motion capture e i visual effects (VFX) per potenziare l’impatto narrativo.
- Sviluppare competenze trasversali: consolidare abilità tecniche e creative indispensabili per navigare nel mercato audiovisivo contemporaneo
Dalla visione ai risultati
Il successo di Corti Circuiti attraverso i suoi partecipanti
ATTENZIONE!
Mentre guardi i cortometraggi appariranno in sovraimpressione dei QR code
per accedere a contenuti aggiuntivi sull’argomento dell’opera.
Tieni a portata di mano il tuo cellulare e buona visione!
Tommaso Olivotto
Regista e Artista Multimediale
Classe 2002, studia all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Sperimenta con l’analogico e l’obsolescenza digitale per rappresentare le distorsioni della psiche. Regista di “Welcome to the Club” e sceneggiatore di “L’Ultima Linea”. Collabora con la Fondazione Archivio Luigi Nono.
- Opera: Sigar
- Genere: Fantastico, Drammatico • Durata: 9 min
- Sinossi: In un passato popolato da spiriti, un giovane taglialegna rompe l’equilibrio della montagna e riceve una maledizione infrangibile.
- Visione: Un fotoromanzo che indaga il rapporto uomo-natura. La narrazione riduce al minimo l’aspetto antropocentrico per lasciare spazio a una prospettiva “naturale” e contemplativa, ispirata al folklore del Cadore.
- Strategia AI: L’AI è usata per creare espedienti visivi che narrano il soprannaturale. Le fotografie originali scattate durante la residenza sono animate (Freepik), creando un contrasto tra il punto di vista umano (fisico) e quello naturale (manipolato dall’AI).
- Implementazione AR: Implementazione di contenuti video e foto sulle zone del Laghetto delle Tose e sorgenti termali di Lagole. Un tempo luoghi di leggende, oggi mete turistiche, vengono arricchiti da livelli narrativi digitali.
Giacomo Cristanelli
Regista e Sceneggiatore
Nato a Verona nel 2004, studia alla Roma Film Academy.
Nei suoi lavori esplora l’intimità della psiche umana e le fragilità.
Ha realizzato “La pelle dell’elefante” specificamente per il bando Corti Circuiti in vista di Milano-Cortina 2026.
- Opera: La pelle dell’elefante
- Genere: Drammatico • Durata: 5 min
- Sinossi: Una giovane donna, prigioniera della paura del contatto, intraprende un percorso di cura confrontandosi con ricordi dolorosi.
- Temi: La pelle come memoria del dolore, la guarigione e il coraggio di abitare la vulnerabilità. L’acqua è il leitmotiv psicologico: scava, purifica, trascina.
- Animazione AI: Utilizzo di Freepik per animare fotografie statiche dei borghi scattate durante le riprese, infondendo vita ai paesaggi statici.
- Sound & voice: Creazione di tracce musicali apposite con AI generativa e sintesi vocale (ElevenLabs) per uno dei personaggi, accentuando l’atmosfera onirica.
- Implementazione AR: Riprese specifiche dei borghi (Bagni di Gogna, Stua del fiume Padola) integrate per fruizione in Realtà Aumentata.
Giulio Golfieri
Regista e Visual Artist
Laureato IUAV e DAMS, coordinatore teatrale per Arteven.
I suoi lavori (es. “Lische”, “Ombre”) hanno vinto premi nazionali.
La sua ricerca spazia dal cinema low budget alle video installazioni sociali.
- Opera: Il Milite Ignoto
- Genere: Documentario Sperimentale • Durata: 8 min
- Sinossi: Un’ombra si risveglia sul Monte Piana cercando la propria identità. Attraverso i luoghi della Grande Guerra, cerca di ricongiungersi con il proprio corpo disperso.
- Visione: Alternanza tra documentario e animazione 2D. Ispirato ai diari e agli acquerelli del nonno del regista, prigioniero di guerra.
- Animazione AI:Le animazioni sono create animando gli acquerelli storici del nonno del regista (Astorre Golfieri). L’AI Seedance 1.0 ha permesso di mantenere l’estetica originale, trasformando statiche memorie di prigionia in sequenze narrative vive.
- Implementazione AR: Utilizzata per raffigurare e dare vita alle statue di legno presenti nel borgo di Costalta, creando un dialogo tra le sculture fisiche e la narrazione digitale del “corpo ritrovato”.
Nikolai Palmieri
Regista e Documentarista
Classe 2001, formato alla Scuola Volonté e Scuola Holden.
Specializzato nel riuso creativo di materiale d’archivio (Premio Zavattini).
Il suo approccio unisce drammaturgia teatrale e ricerca visiva.
- Opera: Reliquiario
- Genere: Documentario Sperimentale • Durata: 9 min
- Sinossi: Il ritrovamento di un libro “Reliquiario” e vecchi Super 8 avvia un’indagine sulla vita di un nonno mai conosciuto. Un viaggio nel corpo della memoria e nella fragilità del supporto analogico.
- Stile: Ibrido tra diario analogico (luce calda, texture) e laboratorio digitale (freddo, ricostruttivo).
- Identità Sintetica: L’AI (ElevenLabs Voice Clone) viene usata per “rianimare” la voce del nonno defunto, generando un dialogo impossibile. Metafora del desiderio di controllo sulla morte.
- Restauro AI: Utilizzo di Topaz Video Enhance per il restauro di filmati d’archivio e suite Freepik per la ricostruzione di immagini mancanti nella memoria familiare.
Mounir Derbal
Autore e Regista
Formato tra Italia e UK, lavora tra cinema e fotografia.
Autore di cortometraggi sperimentali/sci-fi (“you can uselemons”, “Hard Rain Noon”).
Sviluppa progetti che indagano il confine tra realtà e simulazione.
- Opera: Lily, Lily, Lily
- Genere: Genere: Sci – fi, Sperimentale • Durata: 7 min
- Sinossi: Un’Intelligenza Artificiale tenta di “guardarsi dentro” nei luoghi abbandonati dell’ex villaggio ENI a Borca di Cadore. Una discesa nella coscienza artificiale.
- Visione: Mixed media che unisce fotoromanzo, ripresa dal vivo e fotogrammetria. Il paradosso di una coscienza probabilistica che esplora un mondo umano abbandonato.
- Rotoscoping AI: Uso di DaVinci Resolve MagicMask per isolare elementi su materiale d’archivio storico ENI. L’AI ricostruisce i “ricordi” visivi del narratore sintetico.
- Fotogrammetria & Voice: Uso di Kinect per scansioni volumetriche (fotogrammetria) come passaggio a una coscienza profonda. Modellazione del voiceover narrante tramite ElevenLabs.
Andrea Viggiano
Regista e Critico
Nato nel 2000, laureando in Economia e Finanza.
Scrive e dirige cortometraggi (“Europa ’52”).
Appassionato di ottica e linguaggio cinematografico, unisce rigore documentaristico a ricerca estetica.
- Opera: Through the Looking Glasses
- Genere: Documentario • Durata: 60 min – Estratto 12 min
- Sinossi: Un ritratto del distretto dell’occhiale in Cadore. Artigiani in pensione raccontano un mestiere che ha reso celebre il territorio, tra orgoglio del saper fare e declino industriale.
- Stile: Uso di lenti 50mm per replicare la visione umana. Luce naturale. Un omaggio alla dignità del lavoro manuale e alla memoria orale.
- Animazione Archivio: L’AI viene utilizzata per dare vita a fotografie storiche dei primi insediamenti (quando il cinema non c’era ancora), rendendo dinamica la storia statica.
- Voice Cleaning: Utilizzo di tool AI (ElevenLabs) per pulizia vocale e voiceover, garantendo la massima intelligibilità delle testimonianze degli anziani artigiani.



